Israele contro la tregua in Siria: favorisce l'Iran

L'accordo riguardava un'area che era stata oggetto delle rappresagli di Tel Aviv

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, contrario al cessate-il-fuoco nel sudovest della Siria concordato da Russia e Stati Uniti

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, contrario al cessate-il-fuoco nel sudovest della Siria concordato da Russia e Stati Uniti

globalist 17 luglio 2017

Il responsabile dello stato ebraico ha reso nota la posizione contraria del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, al cessate-il-fuoco nel sudovest della Siria concordato da Russia e Stati Uniti, dal momento che consentirebbe all'Iran di consolidare la sua presenza nella zona.


L'accordo del 9 luglio per creare una zona di de-escalation nelle regioni di Daraa, Quneitra e Sweida comprende zone in cui ci sono state rappresaglie israeliane per i colpi arrivati nella zona delle Alture del Golan occupata dallo stato ebraico a causa dei combattimenti tra forze del regime siriano e ribelli.
Israele ha inoltre sferrato diversi attacchi aerei in altre zone della Siria dallo scoppio della guerra civile nel Paese, nel 2011. La maggior parte dei raid hanno preso di mira convogli o depositi militari di Hezbollah, il suo storico nemico in Libano.


Il movimento sciita sostenuto dall'Iran è un sostenitore cruciale del regime siriano e combatte al fianco delle forze governative. Un responsabile israeliano, che ha parlato a condizione dell'anonimato, ha spiegato che Netanyahu è contrario all'accordo "a causa della presenza iraniana" in Siria.


Secondo il quotidiano Haaretz, Netanyahu ha espresso la contrarietà di Israele al cessate-il-fuoco nel corso dell'incontro avuto ieri con il presidente francese Emmanuel Macron a Parigi.